Storia della Chiesa - SITO ASSOCIAZIONE SAN MICHELE

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Storia della Chiesa

Non abbiamo notizie certe sulla data della costruzione di questa chiesa che dovrebbe collocarsi intorno al 1750. Fatta costruire dai coniugi Stefano e Rosa Gallo, sorge come cappella gentilizia e chiamata Santa Rosa. Morto Michele figlio del signor Stefano, venne elevata a nome di San Michele. Dalle sacre visite pastorali (la prima risale nel settembre del 1804 da parte del Vescovo S.E. Mons. Saverio Granata) si deduce che la chiesa è stata sempre funzionante ed ha trovato sempre dei mecenati che ne permettevano un decoroso mantenimento.

La campana grande, collocata nella nicchia centrale del campanile risale al 1806 e porta la seguente scritta: DD IOSEPH GALLO P EIUSD IN ONOREM S. MICAELIS ARCANGELI E SUMP 1806 NOM. S. ALOISIA, che mons. Noto interpreta e traduce: "I signori Giuseppe Gallo e il padre (o figlio/a) dello stesso ad onore di S. Michele Arcangelo, a proprie spese 1806". Fino al 1890, tulle le domeniche e i giorni festivi, la S. Messa veniva celebrata da un sacerdote della Chiesa Madre. Per quanto ci è dato conoscere, nel 1895 fu eletto come primo Rettore il Sacerdote Gioacchino Testasecca, a questi vi successe il Sacerdote Domenico Costanza che vi rimase fino a morte avvenuta il 13 luglio 1929. Fu nel 1931, quando il vescovo Peruzzo decise di smembrare le tradizionali parrocchie creandone delle nuove, che S. Michele fu fatta parrocchia succursale e vicaria curata dalla Matrice, con parroco Sac. Michele Stuppia.



L
a parrocchia divenne autonoma ecclesiasticamente il 20 ottobre 1935 sempre con decreto di mons. Peruzzo. Dal 1931 al 1946, fu retta da che ristrutturò la chiesa secondo le esigenze del tempo e sistemò il piazzale antistante la chiesa. Cagionevole di salute nel 1945 propone a Don Paolo Carlino, allora cappellano in Matrice, di prendere il suo posto a S. Michele, il quale il 1 novembre 1946 viene nominato parroco da mons. Peruzzo. Don Paolo, preso possesso della chiesa, si preoccupa subito di formalizzare il riconoscimento giuridico della parrocchia e lo ottiene il 3 maggio 1948 con decreto del Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola.





Tale riconoscimento riguardava solo la parrocchia, la chiesa invece ottenne la personalità giuridica il 27 dicembre 1953, con decreto del presidente Einaudi. La Chiesa San Michele è situata in un quartiere, potremmo dire, a sé, dove i legami di parentela e di amicizia tra le famiglie sono molto solidi e i suoi abitanti guardano con orgoglio e come punto di riferimento alla loro chiesa posta in alto, quasi a dominare le loro case, e dove la Madonna Addolorata è venerata. Mons. Carlino va in pensione nel Settembre 1998.


A lui succede Don Luigi Lo Mascolo nominato amministratore parrocchiale da S.E. Mons.Carmelo Ferraro, a cui succede, nel marzo del 2000, Don Renato Nocera, nominato parroco nel luglio 2003. Tra le opere di un certo valore custodite nella Chiesa San Michele, vanno ricordate: la meravigliosa statua lignea dell'Addolorata del 1886, il monumentale altare maggiore eseguito a Carrara con marmi pregiati con un pannello che produce "L'ultima cena" del Leonardo Da Vinci, scolpita a mano da un celebre artista di Carrara, sette pregiate tele che adornano il soffitto della Chiesa e le pareti del coro eseguite dal prof. Umberto Colonna di Bari, ed una statua in marmo raffigurante San Michele collocata all'esterno sul portone della Chiesa.



I
n data 20 ottobre 2005, con decreto assessoriale dell'Assessorato dei Lavori Pubblici della Regione Siciliana, veniva approvato un programma di lavori di manutenzione straordinaria e di risanamento conservativo relativi alla Chiesa San Michele. Tali lavori hanno consentito il consolidamento della struttura e hanno donato nuovo splendore all'aspetto della facciata esterna della chiesa.








Nell'ottobre 2010,  la Parrocchia “San Michele” diventa un’unica comunità parrocchiale con  la chiesa Madre parrocchia “San Giacomo” di Ravanusa. Don Renato Nocera, viene trasferito. Per la mancanza di sacerdoti, nessun nuovo parroco prenderà il posto di don Renato, ma si è ritenuto opportuno unire la parrocchia “San Michele” alla chiesa Madre Parrocchia “San Giacomo”, sotto la guida spirituale dell’arciprete Emanuele Casola e il suo vicario nonchè neopresbitero Don Giuseppe Colli. L'anno seguente, Don Giuseppe Colli viene trasferito ed a lui subentra Don Salvatore Attardo.

 
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